Presentazione del workshop di Anna Aresi – Oltre l’aula: promuovere il multilinguismo attraverso strategie basate su evidenze scientifiche

Presentazione del workshop di Anna Aresi – Oltre l’aula: promuovere il multilinguismo attraverso strategie basate su evidenze scientifiche

Presentazione del workshop di Anna Aresi – Oltre l’aula: promuovere il multilinguismo attraverso strategie basate su evidenze scientifiche 1600 1168 School Office

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IN QUESTA CARTELLA: foto presentazione e il link alla registrazione

l workshop è iniziato con una definizione chiara: il multilinguismo è l’uso di due o più lingue nella vita quotidiana. Fin dalla prima slide, Anna Aresi ha invitato i genitori a considerare il multilinguismo non come una serie di competenze separate né come un obiettivo accademico, ma come una realtà vissuta, radicata nelle relazioni, nei contesti e nell’uso significativo della lingua.

Ha sottolineato che lo sviluppo multilingue non è lineare. I bambini non avanzano nelle lingue seguendo fasi uguali per tutti. Al contrario, ogni lingua ricopre ruoli specifici nella vita del bambino: alcune possono essere dominanti a scuola, altre in famiglia, altre ancora nei contesti sociali o culturali. Questa disomogeneità è normale e prevista.

Anna ha illustrato con chiarezza i benefici del multilinguismo:

  • Maggiore flessibilità cognitiva
  • Miglioramento delle funzioni esecutive
  • Più ampia consapevolezza sociale e culturale
  • Maggiore capacità di empatia

Ai genitori sono state mostrate evidenze di ricerca che dimostrano come i bambini multilingui utilizzino abitualmente tutte le loro lingue in modo integrato, non separato. La competenza linguistica non riguarda la perfezione in ogni lingua, ma l’uso funzionale delle lingue a cui il bambino ha accesso.

Aresi è poi passata agli aspetti pratici. Ha sottolineato che il sostegno al multilinguismo funziona meglio quando parte da attività significative. L’apprendimento linguistico non è astratto: è inserito in routine, relazioni ed esperienze che contano per il bambino. La lettura condivisa, i rituali familiari, gli hobby comuni e le conversazioni tra generazioni sono stati proposti come esempi di ecosistemi linguistici naturali.

Le sue slide hanno presentato una serie di strategie per le famiglie:

  1. Identificare le funzioni emotive e sociali di ogni lingua.
  2. Costruire pratiche linguistiche attorno a interessi e motivazioni.
  3. Usare routine coerenti ma flessibili invece di regole rigide.
  4. Accogliere gli errori come parte del processo di sviluppo.

Aresi ha affrontato anche alcuni luoghi comuni. Ha chiarito che non esiste un’unica “età migliore” per introdurre una lingua: ciò che conta è la qualità dell’interazione. Un uso frequente e coinvolgente della lingua in contesti reali è più efficace dell’esercizio isolato di vocaboli o grammatica.

Durante l’incontro, Anna ha riformulato molte preoccupazioni dei genitori. Domande su squilibri di competenza, mescolanza di lingue e predominanza di una lingua sono state affrontate con dati e rassicurazioni: questi fenomeni sono comuni, previsti e non sono segnali di danno. Sono indicatori di come i bambini navigano nel loro mondo linguistico.

L’ultima parte delle slide ha espresso un messaggio centrale: le lingue sono strumenti di connessione, non compartimenti separati da perfezionare. Il multilinguismo arricchisce la capacità del bambino di entrare in relazione — con la famiglia, con la comunità e con il significato.

Durante la sessione dal vivo, i genitori hanno posto domande approfondite. Alcuni hanno chiesto chiarimenti su pratiche quotidiane, come mantenere una lingua minoritaria in casa quando la lingua della comunità è dominante. Altri hanno riflettuto su come integrare le lingue nel gioco, nei media e nelle routine scolastiche. Aresi ha risposto con indicazioni precise, basate su evidenze scientifiche, invitando anche i genitori a riflettere sui propri valori e sulle aspirazioni per le lingue dei loro figli.

Alla fine del workshop è stato chiaro che l’obiettivo non è la padronanza perfetta, ma il coinvolgimento: coltivare le lingue come elementi vivi del mondo del bambino.

Prossimo workshop previsto per febbraio

Proprio per questo, vorremmo esplorare di nuovo questi mondi insieme a voi e siamo lieti di annunciare che un secondo workshop di questa serie si terrà a febbraio, durante la celebrazione di tutta la scuola delle lingue di origine (quest’anno la Giornata Internazionale della Lingua Madre è il 21 febbraio)..

Organizzeremo un workshop di 2 ore ricco di strategie pratiche, in cui potrete esplorare nel dettaglio che cosa sia un piano linguistico familiare e ricevere indicazioni su come costruirne uno. Ci sarà una tavola rotonda e le domande verranno raccolte in anticipo. Per ora, vi chiediamo di esprimere il vostro interesse compilando questo modulo. La data definitiva del workshop verrà comunicata nelle prossime settimane.