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IN QUESTA CARTELLA: foto presentazione e il link alla registrazione
l workshop è iniziato con una definizione chiara: il multilinguismo è l’uso di due o più lingue nella vita quotidiana. Fin dalla prima slide, Anna Aresi ha invitato i genitori a considerare il multilinguismo non come una serie di competenze separate né come un obiettivo accademico, ma come una realtà vissuta, radicata nelle relazioni, nei contesti e nell’uso significativo della lingua.
Ha sottolineato che lo sviluppo multilingue non è lineare. I bambini non avanzano nelle lingue seguendo fasi uguali per tutti. Al contrario, ogni lingua ricopre ruoli specifici nella vita del bambino: alcune possono essere dominanti a scuola, altre in famiglia, altre ancora nei contesti sociali o culturali. Questa disomogeneità è normale e prevista.
Anna ha illustrato con chiarezza i benefici del multilinguismo:
- Maggiore flessibilità cognitiva
- Miglioramento delle funzioni esecutive
- Più ampia consapevolezza sociale e culturale
- Maggiore capacità di empatia
Ai genitori sono state mostrate evidenze di ricerca che dimostrano come i bambini multilingui utilizzino abitualmente tutte le loro lingue in modo integrato, non separato. La competenza linguistica non riguarda la perfezione in ogni lingua, ma l’uso funzionale delle lingue a cui il bambino ha accesso.
Aresi è poi passata agli aspetti pratici. Ha sottolineato che il sostegno al multilinguismo funziona meglio quando parte da attività significative. L’apprendimento linguistico non è astratto: è inserito in routine, relazioni ed esperienze che contano per il bambino. La lettura condivisa, i rituali familiari, gli hobby comuni e le conversazioni tra generazioni sono stati proposti come esempi di ecosistemi linguistici naturali.
Le sue slide hanno presentato una serie di strategie per le famiglie:
- Identificare le funzioni emotive e sociali di ogni lingua.
- Costruire pratiche linguistiche attorno a interessi e motivazioni.
- Usare routine coerenti ma flessibili invece di regole rigide.
- Accogliere gli errori come parte del processo di sviluppo.
Aresi ha affrontato anche alcuni luoghi comuni. Ha chiarito che non esiste un’unica “età migliore” per introdurre una lingua: ciò che conta è la qualità dell’interazione. Un uso frequente e coinvolgente della lingua in contesti reali è più efficace dell’esercizio isolato di vocaboli o grammatica.
Durante l’incontro, Anna ha riformulato molte preoccupazioni dei genitori. Domande su squilibri di competenza, mescolanza di lingue e predominanza di una lingua sono state affrontate con dati e rassicurazioni: questi fenomeni sono comuni, previsti e non sono segnali di danno. Sono indicatori di come i bambini navigano nel loro mondo linguistico.
L’ultima parte delle slide ha espresso un messaggio centrale: le lingue sono strumenti di connessione, non compartimenti separati da perfezionare. Il multilinguismo arricchisce la capacità del bambino di entrare in relazione — con la famiglia, con la comunità e con il significato.
Durante la sessione dal vivo, i genitori hanno posto domande approfondite. Alcuni hanno chiesto chiarimenti su pratiche quotidiane, come mantenere una lingua minoritaria in casa quando la lingua della comunità è dominante. Altri hanno riflettuto su come integrare le lingue nel gioco, nei media e nelle routine scolastiche. Aresi ha risposto con indicazioni precise, basate su evidenze scientifiche, invitando anche i genitori a riflettere sui propri valori e sulle aspirazioni per le lingue dei loro figli.
Alla fine del workshop è stato chiaro che l’obiettivo non è la padronanza perfetta, ma il coinvolgimento: coltivare le lingue come elementi vivi del mondo del bambino.
Prossimo workshop previsto per febbraio
Proprio per questo, vorremmo esplorare di nuovo questi mondi insieme a voi e siamo lieti di annunciare che un secondo workshop di questa serie si terrà a febbraio, durante la celebrazione di tutta la scuola delle lingue di origine (quest’anno la Giornata Internazionale della Lingua Madre è il 21 febbraio)..
Organizzeremo un workshop di 2 ore ricco di strategie pratiche, in cui potrete esplorare nel dettaglio che cosa sia un piano linguistico familiare e ricevere indicazioni su come costruirne uno. Ci sarà una tavola rotonda e le domande verranno raccolte in anticipo. Per ora, vi chiediamo di esprimere il vostro interesse compilando questo modulo. La data definitiva del workshop verrà comunicata nelle prossime settimane.